La banalità del male

Buon giorno.

Sono giorni difficili per una popolazione stanca, repressa e costretta ad una strana misura di “arresti domiciliari” adottata dai governi di mezzo mondo a causa di questa “pademia” di coronavirus, altrimenti detto COVID-19.

Un qualcosa che sembra caduto come il cacio sui maccheroni per le odierne politiche nuovomondialiste che dilagano come un fiume in piena su una società compressa da regole, disinformazione di regime, fake news e quant’altro il mainstream decida di renderci cosapevoli, per la nostra salute e la nostra sicurezza.

La nostra sicurezza…

Immagine di propaganda del regime Nazista

Probabilmente molti non sanno che questa semplice e rassicurante frase abbia una storia degenerata. Per esempio era affissa per ogni dove nella Germania nazista prima della seconda guerra mondiale.

Limportanza della propaganda . Hitler ha detto che doveva essere rivolta alla folla, non agli intellettuali. L’obiettivo è convincere la folla dell’inevitabilità dell’evento e della natura sacra della questione; non devi preoccuparti della verità e della menzogna.

Essì. Perchè per uno Stato la sicurezza della popolazione è uno degli obiettivi primari. Una popolazione felice è questione di vanto per ogni Governo.

Una popolazione felice non ha sopratutto motivo di recriminazioni sociali… e poi si sa, la protesta sociale proprio non va giù allo stato. Che sia governato da forze di sinistra che di centro, piuttosto che di destra la parola d’ordine è: soffocare la protesta.

Ed allora succede che solerti rappresentanti dello Stato reprimano con forza chi ha osato dissentire la morale e le regole vigenti per la nostra sicurezza, usando la misura del TSO con motivazioni semplicistiche. Sicuri di essere nel giusto ma sopratutto in un atto di servilismo estremo verso lo Stato.

E il concetto di colpirne uno per addestrarne mille è lì, algido ed intoccabile.

Il mondo è pieno di cose ovvie che nessuno prende mai la cura di osservare – Sherlock Holmes

La natura del TSO : silenziare chi non ci piace

La storia di Dario Musso

Viva la conformità

Oggi avrei voluto scrivere un articolo sulla libertà ai tempi del Coronavirus, e sul concetto della libertà in sè.
Prenderemo come spunto invece la vicenda di questo ragazzo siciliano. La sua colpa? Non essere conforme.
Questo è stato sufficiente. 

Ormai, basta semplicemente dire qualcosa di non gradito, per rischiare di essere sedato per chissà quanto tempo. Sì, di base il TSO dura 7 giorni, ma se il medico pensa che tu debba rimanere, tu rimani. E puoi rimanere fino a quando non muori.

Quando ho letto la sua storia, subito mi è venuto in mente Francesco Mastrogiovanni, il pericoloso terrorista colpevole di aver fisicamente massacrato 40 bambine in una scuola.
Ah no, scusate.
Parliamo di un essere umano, entrato in ospedale in buone condizioni fisiche e senza avere commesso reati, che non ha avuto la possibilità di vedere o sentire la sua famiglia.
Stava facendo il bagno nudo, cantando canzoni anarchiche, e per questo è stato circondato da polizia e carabinieri, portato in ospedale, per condurlo al suo terzo TSO, uno più immotivato dell’altro, e da li non è mai più uscito.
Per lui, sono bastate 87 ore.

Una dittatura del pensiero

Possiamo definirla altrimenti? Non è tanto importante nemmeno la veridicità o meno di quello che stai dicendo, l’importante è che sia l’opposto di ciò che il governo ti racconta. Ed allora diventi pericoloso, perchè non vieni pensato in quel momento : perchè stai pensando. Giusto o sbagliato che sia.

“Non esiste pandemia, cominciamo ad uscire, che i negozi riaprano”

A quanto pare, basta dire una cosa del genere per rischiare di morire per mano dello Stato. Piuttosto che cercare il dialogo, capire cosa ha portato Dario a queste conclusioni, è stato sedato ed è stato portato nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Canicattì per sottostare al TSO, dopo l’ordinanza del sindaco.

Per lo stesso principio, chi andasse in strada a dire, per esempio

“Non esiste l’Italia, i confini sono arbitrari e portano inevitabilmente a conflitto. In più, l’unità d’Italia è stata una manovra politica non condivisa da tutta la penisola.”

Dato che sta sostenendo qualcosa di pericoloso per l’ordine pubblico, e qualcosa che va contro ai principi statali, finirebbe sedato e contenuto per una cosa del genere? Logicamente, seguendo questo filo del discorso, sì.
Basta l’interpretazione che ti viene data dalle forze dell’ordine, e la tua vita rischia di terminare.

Chi critica al rogo, a chi distrugge applausi

Perché poi si arriva a questo punto : se sei uno che critica quello che sta succedendo, allora sei da rinchiudere. Se sei quello che effettivamente sta condannando le persone attraverso le tue azioni, e non le parole, ti becchi se va male un applauso.

Fonte dell’articolo www.medicinapiccoledosi.it

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