Coscienza nell’universo Una revisione della teoria “Orch OR”

La natura della coscienza, il meccanismo mediante il quale si manifesta nel cervello e il suo posto finale nell’universo sono sconosciuti. A metà degli anni ’90 abbiamo proposto che la coscienza dipenda da processi quantistici coerenti biologicamente “orchestrati” in raccolte di microtubuli all’interno dei neuroni cerebrali, che questi processi quantistici siano correlati e regolino l’attività sinaptica e della membrana neuronale e che la continua evoluzione di Schrödinger di ciascuno di questi il processo termina in conformità con lo schema specifico Diósi – Penrose (DP) di “riduzione oggettiva” (“OR”) dello stato quantistico. Questa attività OR orchestrata (“Orch OR”) viene intesa come risultato di momenti di consapevolezza e/o scelta cosciente. La forma DP di OR è correlata ai fondamenti della meccanica quantistica e della geometria spazio-temporale, quindi Orch OR suggerisce che esiste una connessione tra i processi biomolecolari del cervello e la struttura di base dell’universo. Qui esaminiamo Orch OR alla luce delle critiche e degli sviluppi in biologia quantistica, neuroscienze, fisica e cosmologia. Introduciamo anche un nuovo suggerimento di “frequenze di battito” di vibrazioni più veloci dei microtubuli come possibile fonte dei correlati elettroencefalografici (“EEG”) osservati della coscienza. Concludiamo che la coscienza gioca un ruolo intrinseco nell’universo.

Stuart Hameroff, Roger Penrose

Fonte del documento: http://www.quantumconsciousness.org/sites/default/files/2014 Hameroff_ Penrose Consc in the Universe A Review of Orch OR Theory -Phys of Life Reviews.pdf

La cosa interessante è che il professore Corrado Malanga, noto per le sue ricerche ufologiche e studi su gli alieni, nelle sue conferenze parla spesso e volentieri di Anima, Consapevolezza, Coscienza.. ed altre tematiche collegate.

Alla ricerca di Anima

EVIDEON L’universo creato

EVIDEON 2 – Geometria Sacra in Evideon

EVIDEON 3

Coincidenze cosmiche: dal cervello all’universo
Un nuovo studio, nato dalla collaborazione tra un astrofisico e un neurochirurgo italiani e pubblicato sulla rivista Frontiers in Physics, mette a confronto due tra i più enigmatici e complessi sistemi che esistano in natura – la rete delle galassie che compongono l’universo e la rete dei neuroni all’interno del cervello umano – analizzandone somiglianze e differenze in maniera quantitativa. Media Inaf ha intervistato uno dei due autori, Franco Vazza dell’Università di Bologna.

https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fphy.2020.525731/full

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