STRATOSFERA INQUIETA… POSSIBILE FUTURO INSTABILE PER IL VORTICE POLARE

La stratosfera è inquieta, quali potrebbero essere le conseguenze a lungo termine? Sappiamo quanto la stratosfera sia importante per l’andamento dell’inverno sul nostro emisfero. Abbiamo visto nello scorso articolo l’andamento della stratosfera nell’inverno 2019-2020, con le sue determinanti conseguenze sulla stabilità del VP e, sul pattern climatico europeo. https://www.progettoscienze.com/blog/il-vortice-polare-stratosferico-2019-20/ Nel 2019 l’andamento del VP fu particolarmente lineare, dopo un novembre instabile andò progressivamente approfondendosi tra dicembre e gennaio, diventando una vera e propria “trottola vorticosa” tra gennaio e febbraio. Vediamo che sta accadendo invece quest’anno partendo dalle anomalie termiche a 10 mb (alta stratosfera) e dal loro andamento tra l’inizio di novembre ed oggi.

Stratosfera inquieta: alternanze di crisi e ricompattamenti del VP

Evidentissima in questa animazione la partenza del mese di novembre con anomalie prevalenti negative, QBO positiva e minimo solare, corrispondono a questo pattern, Vortice Polare dunque molto forte, come abbiamo visto nell’articolo dedicato all’andamento climatico di novembre. Ma, verso la fine del mese iniziano a palesarsi importanti anomalie in due zone molto interessanti per il proseguo della stagione che qui di seguito mostriamo attraverso i singoli frame per i primi 4 giorni di dicembre.

Esistono due zone con anomalie termiche in aumento: sulle isole britanniche e la penisola scandinava e, simmetricamente sul Pacifico. Il VP appare dunque ellittico e sottoposto ad una prima importante destabilizzazione come vedremo nelle prossime animazioni.

Bellissima questa animazione dove si vede nitidamente una rotazione oraria all’inizio del mese del VP alla quale si sostituisce immediatamente quella antioraria tipica della QBO positiva. Ma, ancora più importante appare l’evoluzione delle anomalie dei geopotenziali con un approfondimento delle anomalie negative, sintomo di un VP forte, come poi puntualmente si è verificato nel corso del mese e una veloce e progressiva instabilizzazione della figura polare a causa degli stessi centri visti in precedenza nel quadro termico. Sono infatti molto importanti le due figure speculari di anomalie positive dei geopotenziali in zona Scandinava e Aleutinica che come una morsa potrebbero nel futuro determinare lo split del vortice polare come appare evidente anche a 100 Hpa dove alla fine dell’animazione appare evidente lo split del VP, ormai già in evoluzione in un nuovo ricompattamento.

A Natale la prima irruzione continentale?

Evidente lo schema ormai consolidato dell’andamento del VP a 100 mb (bassa stratosfera). Appare chiara una continua alternanza tra approfondimenti del VP seguiti a destabilizzazioni con veri e propri split. Lo schema pare potersi ripetere anche per il prossimo futuro. Infatti appare ormai evidente un nuovo compattamento del VP con una probabile fase stabile per l’Europa già dal prossimo fine settimana. Ma attenzione, lo diciamo fin d’ora: interessanti prospettive per i giorni subito precedenti il Natale quando il VP potrebbe subire una nuova importante crisi, questa volta con possibili ripercussioni importanti in Europa con il possibile avvento della prima irruzione di stampo continentale. Ne riparleremo.

Fonte: Progetto Scienze

Colgo l’occasione per integrare nell’articolo le previsioni di ClimateMonitor per questa settimana.

Le Previsioni di CM – 7/13 Dicembre 2020

Questa rubrica e’ curata da Flavio

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Una vasta conca depressionaria agisce tra il Mare del Nord e il Mediterraneo, in seno alla quale si articolano due vortici collocati rispettivamente sul Golfo di Biscaglia e a NE della Gran Bretagna. La situazione è poco evolutiva per la persistenza di due cellule anticicloniche ben strutturate, rispettivamente sul vicino Atlantico e sulla Russia europea. (Fig.1).

La situazione rimarrà scarsamente evolutiva per tutta la settimana a causa della citata configurazione di blocco. Il bacino del Mediterraneo resterà quindi esposto ad ulteriori impulsi di aria fresca e instabile di provenienza nord-atlantica che interesseranno più direttamente le regioni tirreniche e meridionali italiane, con il Nord prevalentemente in ombra pluviometrica.

Consigli per il Rescue Team

Come previsto in questa rubrica la scorsa settimana, la neve ha visitato le pianure del Nord e in modo abbondante le Alpi. Come previsto dalla rubrica dedicata al Rescue Team, la notizia di queste nevicate è stata fatta sostanzialmente sparire dai (tele)giornaloni del mainstream, al più relegata a qualche trafiletto di cronaca o ridotta a espressione di “Clima Pazzo”. La ragione è semplice: quei (tele)giornaloni ci raccontano da un paio di decenni che la neve sarebbe sparita dalle Alpi, relegata ad altitudini non alla portata degli attuali impianti sciistici. E siccome il “neo-giornalismo” non prevede la verifica fattuale delle previsioni del passato, quanto piuttosto la proposizione di una realtà di comodo in cui i fatti spariscono secondo convenienza, ecco sparire le nevicate record in montagna per dare spazio ad un argomento assolutamente nuovo ed eccitante: il Covid19.

Va da sè che nel momento in cui viene fatto divieto di andare a sciare (non si poteva vietarlo solo dopo le 22:00, come per la messa di Natale?), omettere il fatto che le Alpi siano sommerse dalla neve, si configura decisamente come “informazione di servizio”. In cui il “servizio”, oggettivamente benemerito, consiste nel non far uscire definitivamente dai gangheri gli appassionati dello sport invernale già alle prese con una vita sufficientemente grama come tutti gli italiani.

Sarà contento il Club di Davos, quello dei trilionari che predicano l’uguaglianza nella miseria (degli altri), ai quali basterà che vengano aperti gli impianti sciistici nella località svizzera nei giorni in cui quegli stessi trilionari ci racconteranno le meraviglie del loro “Great Reset”: un mondo in cui “non possiederemo nulla (perché sarà tutto loro) e saremo felici”. Ecco, in un mondo in cui non possiederemo nulla e saremo tutti uguali nella miseria, ben venga che quegli stramaledetti borghesi emuli del fantozziano Calboni in vacanza a Courmayeur, comincino ad entrare finalmente nell’ordine delle idee. Cominciando col buttare via gli sci: un possedimento in meno, nonché un odioso simbolo di mancanza di equalitarismo.

PS: per onore di rubrica, questa settimana il Rescue Team potrebbe mettere gli occhi su Utah, Arizona, Colorado: stati americani dove le temperature saranno decisamente superiori alla media a causa del Chinook, versione americana del nostro Phoen. Per i media ovviamente il fenomeno sarà ascrivibile all’effetto serra, al Covid19 e soprattutto alla mancanza di equalitarismo che scalda i venti di caduta, nonche’ i cuori degli orfani di Stalin. Ché la compressione adiabatica invece appartiene al passato, non la capisce nessuno, e soprattutto non è spendibile politicamente.

Linea di tendenza per l’Italia

Lunedì ancora nevicate sulle Alpi centro-orientali, mentre schiarisce al Nordovest. Cieli chiusi su tutti i versanti tirrenici, isole maggiori comprese, con precipitazioni diffuse anche a carattere di rovescio o temporale. Regioni ioniche e adriatiche in ombra pluviometrica. Peggiora ulteriormente in serata con un nuovo intenso nucleo precipitativo in movimento dalla Sardegna verso la Liguria e le regioni centrali tirreniche con precipitazioni anche intense.

Temperature stazionarie. Libeccio sostenuto sul Tirreno, scirocco su Adriatico.

Martedì condizioni generali di maltempo al Nord e al Centro fin dal primo mattino con precipitazioni estese, anche intense e abbondanti, specie sulle regioni centrali peninsulari. Ancora tanta neve sulle Alpi e sull’Appennino ligure e tosco-emiliano a quote basse, e sull’Appennino centrale a quote medie. Dal pomeriggio il peggioramento raggiunge il Meridione ad iniziare dal basso Tirreno con precipitazioni anche intense. Ombra pluviometrica probabile su regioni adriatiche centro-settentrionali.

Temperature in diminuzione al Nord e al Centro. Venti sostenuti di maestrale sui bacini di ponente, scirocco sostenuto su Adriatico e Ionio.

Mercoledì condizioni di spiccata instabilità con prevalenza di annuvolamenti e associate precipitazioni sulle regioni di Nordest e sui versanti tirrenici centro-meridionali, isole comprese. Schiarite più probabili su medio e basso Adriatico.

Temperature in diminuzione al Meridione. Maestrale sostenuto su tutti i bacini con rinforzi su quelli di ponente.

Giovedì migliramento generale con passaggio a condizioni di variabilità perturbata e ampie schiarite al Nord e sui versanti adriatici. Ancora prevalenza di nubi e rovesci sulle isole maggiori e sul basso Tirreno.

Temperature in lieve aumento al Centro-Sud. Scirocco sostenuto sullo Ionio, venti deboli altrove.

Venerdì spiccata instabilità al Meridione con rovesci e temporali sparsi. Ampie schiarite in mattinata al Nord e al Centro ma con nuovo aumento della nuvolosità su Sardegna e alta Toscana con qualche rovescio serale.

Temperature stazionarie. Entra il maestrale su canali di Sardegna e Sicilia.

Sabato e Domenica passaggio di un nuovo impulso perturbato sulle regioni centrali nella giornata di Sabato in rapido trasferimento verso quelle meridionali con associati rovesci e temporali sparsi. Domenica ampie schiarite al Nord e al Centro con fenomenologia che si attarda sulle regioni meridionali.

Temperature in aumento sui versanti tirrenici nella giornata di Domenica. Sabato maestrale forte sui bacini di ponente, in estensione al resto dei bacini nella giornata di domenica.

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E visto che è stato citato il Gran Reset di sistema, economico e sociale in corso, credo sia utile citare anche questi due articoli:

https://megachiroptera.com/2020/11/01/anno-2020-levento-larca-e-il-reset/

https://megachiroptera.com/2020/11/03/il-grande-ripristino/

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