Grande scoperta: Nelle fasi interglaciali la Terra si scalda!

Postato da Guido Guidi il 30 Gen 2021

C’è una cosa che dico sempre quando mi capita di cercare di spiegare a qualcuno quanto sia complesso il sistema climatico del nostro pianeta, ed è qualcosa che lascia sempre chi ascolta molto perplesso. Del resto, diversamente non potrebbe essere vista l’isteria da caldo che occupa da qualche decennio la divulgazione di questi argomenti. E si tratta di questo:

La Terra è un pianeta freddo, non caldo; trascorre infatti la maggior parte del suo tempo in uno stato di glaciazione, intervallato da brevi periodi molto più miti; non solo, le transizioni tra queste fasi sono sempre molto brusche, improvvise e, incredibilmente regolari. Vedere per credere.

Fonte: www.climate4you.com

In pratica, almeno negli ultimi 400.000 anni, ci sono stati quattro lunghi periodi glaciali, interrotti da cinque interglaciali, innescatisi tutti molto rapidamente con una velocissima salita delle temperature. Compatibilmente con la scala temporale cui ci stiamo riferendo e la conseguente difficoltà di scendere nel dettaglio del breve periodo, dai carotaggi eseguiti in Groenlandia da cui derivano questi dati, si evince che tutti gli interglaciali che hanno preceduto quello che stiamo vivendo ora, hanno avuto dei picchi di temperatura più alti del nostro. Non solo, a giudicare da questo grafico, ci sono alte probabilità che il nostro interglaciale sia prossimo al picco, ovvero stia per terminare (sempre tenendo presente la scala temporale). Del resto, è iniziato circa 12.000 anni fa. Da allora, la specie umana ha iniziato a prosperare. Queste dinamiche così regolari sono regolate dai parametri orbitali del pianeta, i cosiddetti cicli di Milankovic (qui su CM). Fatta eccezione per il terzo interglaciale di questo grafico, in tutti gli altri casi la temperatura è salita in modo molto rapido e regolare.

Alcuni giorni fa, è uscito su Nature un articolo:

Seasonal origin of the thermal maxima at the Holocene and the last interglacial – Bova et al., 2021.

Nel paper gli autori hanno effettivamente individuato un aumento progressivo della temperatura, diversamente da quanto documentato da diversi studi precedenti che assegnavano invece a questo interglaciale un picco di temperatura circa 6-7.000 anni fa seguito poi da una graduale diminuzione che sarebbe stata poi interrotta dall’aumento dei gas serra, con conseguente rinnovata tendenza all’aumento della temperatura. L’aver individuato questa tendenza più o meno regolare, secondo gli autori riconcilia le ricostruzioni paleo-climatiche con le simulazioni modellistiche, fin qui non in grado di riprodurre quanto si credeva fosse accaduto. Rispetto alle analisi precedenti, questa ricerca si differenzia per un diverso approccio all’utilizzo dei dati di prossimità ricavati dai gusci dei forammiferi, eliminando un bias stagionale, ovvero la tendenza ad essere più rappresentativi di quanto accaduto durante le stagioni calde. In sostanza, quelle che si sarebbero in parte raffreddate da 6-7000 anni a questa parte sarebbero le estati, non le temperature annuali.

Il paper non è liberamente leggibile, per cui quelli riportati sono gli elementi tratti dall’abstract, cui si aggiunge anche l’informazione, evidente anche nel grafico, che il penultimo interglaciale è stato più caldo di quanto non lo sia ancora quello attuale. La riconciliazione con i modelli climatici, però, fornisce agli autori e alla stampa che si è interessata a questo articolo, gli elementi per ribaltare completamente la situazione. Il fatto che le temperature siano aumentate con regolarità come negli altri interglaciali non è interpretato come conferma di quanto già accaduto, quanto piuttosto, per l’accordo con le simulazioni, come conferma del fatto che a causa dell’aumento dei gas serra, siamo in piena crisi climatica. Questo il virgolettato dell’autrice principale:

This means that the modern, human-caused global warming period is accelerating a long-term increase in global temperatures, making today completely uncharted territory. It changes the baseline and emphasises just how critical it is to take our situation seriously.

Ora, date di nuovo un’occhiata al grafico e ditemi se non vi sembrano considerazioni da mosca cocchiera.

Enjoy.

Fonte: ClimateMonitor

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