L’Impero del Male

Articolo di Massimo Lupicino, 5 Febbraio 2021

Alcuni giorni fa Carlo Pelanda, stimato politologo, economista ed accademico, ha firmato un interessante pezzo dal titolo Torna di moda “l’impero del male”. Pelanda parte dalla considerazione che circa dieci anni fa la Germania decise di proporsi come “potenza etica”, enfatizzando il suo ruolo di ritrovato protagonista sullo scacchiere mondiale auto-investendosi di uno standard morale superiore a quello dei suoi rivali strategici.

Non potendolo fare per via militare (leggi forze armate non all’altezza di ambizioni imperialiste), la Germania ricorse quindi alla via umanitaristica, cominciando con lo spalancare i propri confini (e quelli dell’Unione) all’ondata migratoria in arrivo dal medio oriente. Presa in contropiede dall’iniziativa tedesca, anche la Francia decise di cucirsi addosso un abito umanitaristico, nella forma di un abito “green” che elevasse il suo stato etico da un punto di vista ambientale. Abito cucito addosso agli interessi francesi in modo perfetto, vista la prevalenza della generazione elettrica nucleare (e la pressoché totale carenza di risorse idrocarburiche sul proprio territorio). Un abito che fu presentato in tutto il suo splendore sulla passerella che battezzò la svolta etico-ambientalistica francese: la COP 21 di Parigi del 2015.

Pelanda vede quindi un filo rosso, anzi, un filo verde tra le politiche tedesche e francesi degli ultimi dieci anni in un’ottica di consolidamento del proprio potere politico all’interno dell’Unione sotto la comune bandierina di un status etico comune “superiore” a quello degli altri.

Secondo Pelanda, tuttavia, il vero obbiettivo dell’asse franco-tedesco è usare la bandierina del green per sfidare economicamente la Cina imponendo standard ambientali di produzione molto stringenti ai prodotti cinesi e limitarne conseguentemente l’accesso al mercato UE. Parliamo quindi di “dazi verdi” a carico dei prodotti cinesi, che offrirebbero una copertura etica ed ideologica ad una sostanza nei fatti identica a quanto già fatto della precedente amministrazione americana. Una politica che potrebbe rilanciare la manifattura europea rendendola più competitiva rispetto a prodotti di importazione gravati di dazi green.

Una pistola scarica?

Il ragionamento di Pelanda è assolutamente affascinante. Resta tuttavia il fatto che, al di la dell’evidente sforzo di proiettare se stessa come “potenza etica”, l’Europa si è finora ben guardata anche solo dal fare il solletico agli interessi cinesi. Secondo Pelanda, questa timidezza è stata dettata dalla posizione di isolamento della UE, privata di una sponda “etica” atlantica con gli Stati Uniti a causa delle posizioni dell’amministrazione precedente. Pelanda immagina quindi che, agendo in partrnership con la nuova presidenza USA, l’Europa riuscirà finalmente usare il “Green” come da piani originari, ossia come strumento di pressione economica in un’ottica di demonizzazione della Cina, l’Impero del Male tutto CO2 ed inquinamento.

Gli eventi degli ultimi giorni confermano che al tavolo delle discussioni tra Cina ed UE il convitato di pietra è rappresentato proprio dalla minaccia di dazi green. Minaccia alla quale la Cina reagisce con rabbia, denunciando una presunta “interferenza” dell’Unione in “affari interni cinesi”. Probabile che i cinesi vedano nelle velate minacce di dazi verdi solamente una pistola scarica: troppo alta la posta in gioco per le aziende europee che esportano in Cina, e che si verrebbero immediatamente esposte a ritorsioni.

Benedette crisi

Per quanto l’analisi di Pelanda sia assolutamente brillante, chi segue le tristi vicende della propaganda climatista da tanti anni fa probabilmente fatica a ritenere che il “verdismo climatista” sia stato studiato a tavolino da menti raffinatissime in ottica puramente geopolitica. Più probabile che qualcuno abbia visto nel global warming una straordinaria occasione per perseguire altre agende, in linea con il celebre aforisma:

non lasciare mai che una grande crisi vada sprecata”.

Rahm Emanuel

Come la Thatcher saltò, quasi 40 anni fa, sul carro appena assemblato del global warming per chiudere le miniere di carbone e cancellare il Regno Unito dalla mappa delle potenze industrializzate mondiali, così oggi tanti attori, a vari livelli, si giocano la stessa carta climatista con secondi e terzi fini non dichiarati. Geopolitici, certo. Ma anche e soprattutto finanziari, perché è proprio grazie al catastrofismo climatico che si sono gonfiate gigantesche bolle sui mercati azionari, sostenute solo dal meccanismo dei crediti verdi e dalla compliance con criteri “Ambientali, Sociali e di Governance”: i salvifici investimenti ESG, le nuove Tavole della Legge secondo BlackRock.

Un disegno autoritario?

Quello che colpisce, comunque, sono i modi intellettualmente autoritari con cui il catastrofismo climatico viene imposto e propinato alle masse come unica lente attraverso cui filtrare qualsiasi tipo di discorso. La saldatura tra interessi geopolitici e speculazione finanziaria, costruita sulla minaccia di catastrofi imminenti e sottesa alla presunzione di un’etica superiore sembra infatti creare le premesse per quello che Ettore Gotti Tedeschi vede come un tentativo di instaurare un totalitarismo occidentale da opporre proprio a quello cinese. Figlio dell’idea che il capitalismo liberale non sarebbe più in grado di contrapporsi alla sfida violenta e spietata lanciata dalla dittatura comunista.

Esattamente come Pelanda, Gotti Tedeschi sottolinea la tendenza ad investirsi di un “rating etico”, di una “legittimazione morale” superiore, proprio da parte di chi invece persegue obbiettivi che con l’etica e la morale non hanno niente a che vedere, e che piuttosto sottendono all’intenzione di ridisegnare il capitalismo democratico occidentale in una veste dirigista e autoritaria. Funzionale al progetto in questione è la creazione di uno stato di paura, paura della morte innanzi tutto.

E se il catalizzatore della trasformazione per Gotti Tedeschi è offerto dall’attuale emergenza sanitaria, piuttosto che da quella climatica cui fa riferimento Pelanda, l’obbiettivo finale è esattamente lo stesso: l’abbandono di un sistema economico e sociale che ha garantito decenni di ricchezza e prosperità all’Occidente ma che non è ritenuto più adatto a vincere la sfida proposta dal gigante cinese.

Le riflessioni di Pelanda e Gotti Tedeschi non suoneranno sconvolgenti alle orecchie di chi legge questo Blog da lungo tempo. Che gran parte della retorica green-catastrofista ormai esulasse dal contesto scientifico era un fatto del tutto evidente. Ma che a sostenerlo, e a parlare delle agende sottese all’abito “green” siano personalità al di sopra di sospetti negazionisti o cospirazionisti, e con lunghi curriculum che includono anche ruoli istituzionali di altissimo livello, rende queste riflessioni molto rilevanti, e almeno altrettanto preoccupanti.

E il fatto di averle intuite tanto tempo fa su queste stesse pagine, aumenta se possibile il disagio. Ché resta sicuramente preferibile averci visto male, essere in errore, ed essere smentiti dai fatti, piuttosto che assistere alla materializzazione di un incubo che pure si era visto arrivare da lontano, magari prima degli altri.

ClimateMonitor


Purtroppo commenterò questo post senza aver letto l’articolo dello stimato politologo, economista ed accademico, Carlo Pelanda, in quanto sono così povero.. ma così povero che non posso permettermi un abbonamento all’italica Pravda… il che sarà anche ironico ma sfiora drammaticamente la realtà. Ringrazio però Massimo Lupicino di Climate Monitor per averne dato una esposizione chiara, per cui mi attengo a quanto da lui scritto sopra.

“Non possiamo fare a meno di immigrati, ma devono integrarsi” Berlino, 18 ottobre 2010 – “Il modello multiculturale in Germania è fallito”.

Angela Merkel pronunciato durante il congresso
dei giovani di Cdu e Csu a Potsdam 2010

Il cancelliere ha spiegato che il modello di una Germania multiculturale, dove coabitino armoniosamente diverse culture, è “totalmente fallito“.

La Germania non ha mano d’opera qualificata e non può fare a meno degli immigrati, ma questi si devono integrare e devono adottare la cultura e i valori tedeschi” ha sottolineato la Merkel.

Il dibattito sull’immigrazione divide la Germania, dopo la pubblicazione del saggio “La Germania si disfa” (Deutschland schafft sich ab) di Thilo Sarrazin, nel quale l’`ex senatore socialdemocratico ed ex membro del direttorio della Bundesbank dichiara che:

“gli immigrati, in prima linea gli arabi e i turchi, ridurranno il quoziente intellettivo medio dell’intera popolazione tedesca, perché l’intelligenza sarebbe un fattore ereditabile geneticamente.”

Stendo un velo pietoso sulle parole di questo signore il quale non dovrebbe renderne conto alla giustizia (anche perchè aborro i processi politici o ideologici tanto cari a questi anni infami) ma renderne conto allo specchio che tiene in bagno ogni mattina quando si fa la barba e si lava i denti. Sarebbe già un gran risultato.

Nemmeno dopo quasi 80 anni il tedesco medio (ma anche molte persone di cultura) è riuscito a staccarsi la crosta nazista; del resto se ne resero conto bene gli americani che tentarono la “Entnazifizierung” del popolo tedesco dopo la fine della WWII. Dovettero però fermarsi dopo pochi anni e riformulare il progetto di ingegneria sociale in Germania. Gli americani si resero conto che per sostituire i nazisti dichiarati dalla pubblica amministrazione tedesca avrebbero dovuto cercare tra contadini, autisti del tram, netturbini, ecc..

Una cosa analoga per i risultati ottenuti ma non per il contesto fortunatamente, si sta verificando oggi in Italia con il Movimento 5 Stelle; i cui appartenenti si trovano ad occupare cariche istituzionali con la “teoria” dell’uno vale uno e con il metodo dell’estrazione a sorte.

“Uno vale Uno è un libro indispensabile per capire a fondo questa Rivoluzione orizzontale che sta ridando dignità alla politica italiana e speranza in un futuro diverso. Dopo i decenni in cui il governo del partito unico ha depredato il Paese e rubato la speranza, le uniche alternative che possono condurre a un vero cambiamento sono la consapevolezza e la partecipazione. Questo testo spiega in maniera chiara come realmente funziona il Movimento 5 Stelle e la sua democrazia diretta e partecipativa dove Uno vale Uno.”

Uno Vale Uno
Ed il Sotomajor è servito

In questi giorni abbiamo potuto ascoltare stucchevoli dichiarazioni di deputati e senatori 5 stelle (odio usare la parola grillini.. sul quale ci sarebbe da aprire un libro da tanto c’è da scrivere e considerare… l’elevato) che, nell’eventualità della perdita del posto che occupano, sono pronti a tornare alle precedenti mansioni civili, quali un allevatore di pecore, diversi che sono ufficialmente disoccupati oppure l’attuale ministro degli esteri che vendeva panini e bibite sugli spalti del San Paolo durante le partite del Napoli.

Ogni lavoro è nobile e ne sono profondamente convinto ma qui il punto focale è che per occupare un posto in Parlamento bisogna essere in primo luogo avvezzi al sistema, che non è una bella cosa.. ma sopratutto bisogna essere preparati e sapere cosa si fa, perchè la dentro ci si va per discutere leggi che regolano la vita di un intero popolo, quello italiano.
Anche qui ci sarebbe da aprire un poema sull’essere avvezzi al sistema politico italiano.

Ce ne siamo accorti, grazie..

“Una delle lezioni più tristi della storia è questa: se siamo stati ingannati abbastanza a lungo, tendiamo a rifiutare qualsiasi prova dell’imbroglio. Non siamo più interessati a scoprire la verità. L’imbroglio ci ha catturato. È semplicemente troppo doloroso riconoscere, anche a noi stessi, che siamo stati presi. Una volta che dai un potere a un ciarlatano su di te, non lo riavrai quasi mai indietro”.

Quindi ci stanno dicendo in maniera chiara ed inequivocabile che la Germania ha fatto con le banche in Europa quello che non è riuscita a fare 80 fa con i carri armati.

E beh, sono soddisfazioni…

Lavaggio del cervello – Ci viene mentito ogni giorno

Più persone sono esposte a un’idea, più è probabile che la accettino. Se sentiamo ripetutamente le stesse informazioni dai media, arriviamo a credere che debba essere vero. Se siamo circondati anche da amici, familiari e colleghi che ripetono la stessa prospettiva, perché anche loro bombardati dalle stesse informazioni fuorvianti dei media, allora diventa sempre più difficile dire che non è vero.

Elefanti in salotto

Questo passaggio è parte di un articolo nella pagina Elefanti in salotto dove ho raccolto una serie di articoli di eminenti giornalisti e di editorialisti inglesi ed americani nei quali spiegano la politica sottaciuta degli ultimi vent’anni, la propaganda asfissiante, le guerre per la democrazia, le rivoluzioni arabe e molto altro.

Dopo l’11/9 e per una decina d’anni i giornalisti d’inchiesta hanno pubblicato parecchie cose che mettevano in dubbio la “versione ufficiale governativa” ma dopo il caso Wikileaks e Julian Assange i cordoni dell’informazione hanno preso una piega unitaria nel sostenere la versione ufficiale e bollando di complottismo/cospirazionismo qualsiasi nota stonata potesse intaccare il sistema. Sistema che è stato messo sotto protezione della NATO, quindi quello a cui assistiamo ogni giorno su giornali e televisioni è parte di un vasto progetto disinformativo proprio di tattiche militari. E ad essere più precisi, esporre la propria opinione potrebbe essere oggetto di sanzioni di vario tipo.. a partire dal TSO, già usato in Italia in qualche caso..

(Un castigabis, cento emendabis)
Wikipedia

Dopo il caso Wikileaks, come ho scritto, le pubblicazioni di inchieste «vere» hanno iniziato a farsi più rare essendo relegate nei blog personali degli autori piuttosto che in prima pagina o Focus in televisione. L’informazione c’è ma non è disponibile al grande pubblico, bisogna andarsi a cercare manualmente le cose che, oltre a far perdere un sacco di tempo, non hanno quel carattere di sacralità che hanno le televisioni pubbliche e private filo governative.
Mentre un esercito di fake-cecker, spesso veri e propri programmi di Intelligenza Artificiale, vagliano e censurano le notizie scomode.

Riallacciandomi all’impero del male non la vedo questa guerra sbandierata dall’accademico di cui sopra. C’è sicuramente stato con l’amministrazione Trump un tentativo di riequilibrare i rapporti di forza (che per dogma devono pendere verso gli USA – America First), non tanto militari anche se la Cina sta facendo passi mostruosi con la tecnologia ma economici e per certi versi che interessano la sfera della «sicurezza nazionale».
Nei primi tempi del suo mandato Trump scoprì che fondamentali parti elettroniche di sistemi d’arma americani venivano prodotte in Cina, decisioni che interessano la presidenza Obama e che ricominceranno ad essere applicate dalla presidenza Biden per normalizzare i rapporti tra le due super potenze ed applicare a livello mondiale il modello cinese fondendo il liberismo delle nostre elìtes con il socialismo economico cinese, molto più pragmatico ed efficace delle vetuste democrazie occidentali.

Nulla è mai come appare

La recente crisi istituzionale americana data dalle fake elezioni del Novembre scorso è stata una vittoria pressoché totale del deep state e dell’intero establishment americano che nel corso degli ultimi vent’anni ha trasformato il sogno americano in un incubo.

Dopo tanto ragionarci sopra, rischiando di restare affascinato dalla presidenza Trump, e grazie ad un amico che mi ha messo sulla strada giusta ho avuto modo di farmi una opinione abbastanza chiara su cosa è successo. Tutto nasce da questo articolo: Operazione Trust. Il libro intero è QUI

L’Operazione Trust era un’operazione di controspionaggio bolscevica condotta dal 1921 al 1926 volta a neutralizzare l’opposizione creando la falsa impressione che un potente gruppo di leader militari si fosse organizzato per fermare la conquista del potere da parte dei comunisti.

Le somiglianze con la psy-op “Trust The Plan™” di Q-Anon sono notevoli.

Dall’articolo di Wikipedia su Operation Trust:

L’operazione Trust era un’operazione di controspionaggio della Direzione politica statale (GPU) dell’Unione Sovietica. L’operazione, che è stata organizzata dal predecessore della GPU Cheka, si è svolta dal 1921 al 1926, ha istituito una falsa organizzazione di resistenza anti-bolscevica, “Unione monarchica della Russia centrale”, MUCR, al fine di aiutare l’OGPU a identificare i veri monarchici e anti- Bolscevichi. La società di copertura creata si chiamava Associazione di credito municipale di Mosca.

[…] L’unico storico occidentale che aveva accesso limitato ai file del Trust, John Costello, riferì che comprendevano trentasette volumi ed erano un tale sconcertante tumulto di doppi agenti, nomi in codice cambiati e operazioni di inganno intrecciate con “la complessità di una partitura sinfonica”, che gli storici russi dei Servizi segreti hanno avuto difficoltà a separare i fatti dalla fantasia.

Io sono arrivato a pensare che Donald Trump ha fatto la sua brava parte a difesa del sistema elitario americano prestandosi a questo doppio gioco.

È gente sofisticata che fa cose sofisticate.. stanno polarizzando all’estremo.. mi era stato detto dall’usignolo ma non ho compreso appieno la portata dell’intero giochetto.

E come spesso accade le cose le si capisce a posteriori.

In parole povere ed in sintesi le cose stavano in questi termini. La popolazione americana per la prima volta era autenticamente spaccata in due, non tra repubblicani e democratici ma tra fedeli al sistema e contrari all’elìte miliardaria. Negli anni sono cresciuti molti gruppi e gruppuscoli di stampo nazionalista e contro la mondializzazione dell’economia. Il minor costo di mano d’opera cinese e l’esternalizzazione della produzione all’estero, sopratutto in Cina hanno fatto perdere molti posti di lavoro e la concomitante crisi migratoria verso il confine tra Messico ed America ha scaldato molti animi. E questi animi sono stati scaldati e diretti dai servizi per individuare quelle cellule che almeno potenzialmente avrebbero potuto generare una stagione di “terrorismo interno”.
Mi era stato detto:

” Jake Angeli non è antifa. Questa è una notizia diffusa da QAnon. Da una breve ricerca mi sono venuti fuori fior di video con Jake insieme ai supporter di Trump a tessere le lodi.
Il fatto che sia stato visto ad un raduno di BLM non vuole dire niente.
Potrebbe lo stesso essere un agente provocatore ma non è antifa.”

Ebbene leviamo il potrebbe ed accettiamo il fatto che non è un ANTIFA (mio dio cosa hanno fatto di questa parola..). È un agente provocatore, tecnicamente un attore iscritto all’albo in America e viene utilizzato, insieme ad altri crisis actors per i film che richiedono stuntman ma anche per i “costruttori di futuri luminosi“. Li abbiamo visti all’opera nelle tante psy-op o attacchi false-flag in questi ultimi anni. Servono per costruire il consenso popolare a determinate politiche che un cittadino americano (ed europeo) sano di mente non farebbe mai.
Manco a dirlo il buon Jake Angeli, arrestato per la finta invasione del Congresso americano adesso si mostra molto pentito delle sue azioni ma che è stato indotto in errore da Trump che lo ha aizzato a “combattere”.

Il buon Trump invece si è ritirato nella sua proprietà di Mar a Lago in Florida e pagherà fior di dollaroni in avvocati per difendersi dall’impeachment.
Resterà per sempre un ex presidente d’America e, spero, si perda nell’oblio del tempo per aver contribuito fattivamente a tradire il popolo americano.

Megachiroptera

Una opinione su "L’Impero del Male"

  1. La visione Umana di ieri e oggi il complotto sociologico? ,i padri fondatori della Democrazia sono Diventati i Padroni e noi siamo diventati schiavi.
    Il profitto del no profit.questa e una Regola e la base dei padri Fondatori della odierna Democrazia .i liberi pensatori del 1800 Guardavano nel Futuro oggi presente.il principio della libertà dei popoli e un Ideale che non unisce ,separa la società Umana .il Nazionalismo , Capitalismo e Comunismo sono la causa di una società Umana ignorante ,la costituzione e un segreto professionale di avvocati e Giudici,un lavoro di politici, Popolo , Nazione entità non Reali.la persona sociale non esiste come oggi nel presente la Donna da soggetto e Diventato un Oggetto.
    La Famiglia e un insieme di persone senza nessuna prespettiva sociale.
    In Teoria e pratica ,in Teoria siamo liberi in pratica siamo Schiavi . polizia , Carabinieri e anche Finanza Sono pagati per difendere il Cittadino dai criminali.
    Il Criminale di stato e il partito e gruppo politico che opprimono con la terrore il cittadino e incapace di sopravvivere .
    Ratificare la costituzione .
    Lasciare tra le frontiere una zona internazionale libera da ideologie nazionaliste e libera da politici .

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: