L’esercito americano “possiede il tempo”? “Armeggiare il tempo” come strumento di guerra moderna?

Del prof. Michel Chossudovsky

Pubblicato per la prima volta a settembre 2017, questo articolo è rilevante per il movimento di protesta in corso e il dibattito sui cambiamenti climatici (COP25)

“La modifica del clima diventerà parte della sicurezza nazionale e internazionale e potrebbe essere effettuata unilateralmente … Potrebbe avere applicazioni offensive e difensive e persino essere utilizzata per scopi dissuasivi. La capacità di generare precipitazioni, nebbia e tempeste sulla terra o di modificare il tempo nello spazio … e la produzione di tempo artificiale fanno tutti parte di un insieme integrato di tecnologie [militari].” (Studio commissionato dalla US Air Force: Weather as a Force Multiplier, Owning the Weather in 2025, agosto 1996)

N.B. = Google ha fatto saltare l’anteprima del documento ma i link di Dropbox funzionano tutti.

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Adottato con risoluzione 31/72 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1976. La Convenzione è stata aperta alla firma a Ginevra il 18 maggio 1977.

Convenzione sulla proibizione dell’uso militare o di qualsiasi altro uso ostile delle tecniche di modifica ambientale

Gli Stati parti della presente Convenzione,

Guidati dall’interesse di consolidare la pace e desiderosi di contribuire alla causa dell’arresto della corsa agli armamenti e di realizzare un disarmo generale e completo sotto uno stretto ed efficace controllo internazionale e di salvare l’umanità dal pericolo di usare nuovi mezzi di guerra,

Determinati a proseguire i negoziati al fine di realizzare progressi effettivi verso ulteriori misure nel campo del disarmo,

Riconoscendo che i progressi scientifici e tecnici possono aprire nuove possibilità per quanto riguarda la modifica dell’ambiente,

Ricordando la Dichiarazione della Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente umano , adottata a Stoccolma il 16 giugno 1972,

Rendendosi conto che l’uso di tecniche di modifica ambientale per scopi pacifici potrebbe migliorare l’interrelazione tra uomo e natura e contribuire alla conservazione e al miglioramento dell’ambiente a beneficio delle generazioni presenti e future,

Riconoscendo, tuttavia, che l’uso militare o qualsiasi altro uso ostile di tali tecniche potrebbe avere effetti estremamente dannosi per il benessere umano,

Desiderando vietare in modo efficace l’uso militare o qualsiasi altro uso ostile delle tecniche di modifica ambientale al fine di eliminare i pericoli per l’umanità derivanti da tale uso e affermando la propria disponibilità a lavorare per il raggiungimento di questo obiettivo,

Desiderando inoltre contribuire al rafforzamento della fiducia tra le nazioni e all’ulteriore miglioramento della situazione internazionale in conformità con gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite,

Hanno concordato quanto segue:

Articolo I
1. Ciascuno Stato Parte alla presente Convenzione si impegna a non impegnarsi in un uso militare o altro uso ostile di tecniche di modifica ambientale che abbiano effetti diffusi, duraturi o gravi come mezzi di distruzione, danno o lesione a qualsiasi altro Stato Parte.
2. Ciascuno Stato Parte alla presente Convenzione si impegna a non assistere, incoraggiare o indurre alcuno Stato, gruppo di Stati o organizzazione internazionale a intraprendere attività contrarie alle disposizioni del paragrafo 1 del presente articolo.

Articolo II
Come utilizzato nell’articolo 1, il termine “tecniche di modificazione ambientale” si riferisce a qualsiasi tecnica per cambiare – attraverso la deliberata manipolazione di processi naturali – la dinamica, la composizione o la struttura della Terra, inclusi la sua biota, litosfera, idrosfera e atmosfera, o di spazio.

Articolo III
1. Le disposizioni della presente Convenzione non ostacolano l’uso di tecniche di modifica ambientale per scopi pacifici e non pregiudicano i principi generalmente riconosciuti e le norme applicabili del diritto internazionale riguardo a tale uso.
2. Gli Stati parti della presente Convenzione si impegnano a facilitare e hanno il diritto di partecipare al più completo scambio possibile di informazioni scientifiche e tecnologiche sull’uso di tecniche di modifica ambientale per scopi pacifici. Gli Stati parti in grado di farlo contribuiranno, da soli o insieme ad altri Stati o organizzazioni internazionali, alla cooperazione economica e scientifica internazionale per la conservazione, il miglioramento e l’utilizzazione pacifica dell’ambiente, con la dovuta considerazione per le esigenze dei paesi in via di sviluppo ed aree del mondo.

Articolo IV
Ciascuno Stato Parte alla presente Convenzione si impegna ad adottare tutte le misure che ritiene necessarie in conformità con i suoi processi costituzionali per vietare e prevenire qualsiasi attività in violazione delle disposizioni della Convenzione ovunque sotto la sua giurisdizione o controllo.

Articolo V
1. Gli Stati parti della presente Convenzione si impegnano a consultarsi ea cooperare per risolvere qualsiasi problema che possa sorgere in relazione agli obiettivi o all’applicazione delle disposizioni della Convenzione. La consultazione e la cooperazione ai sensi del presente articolo possono essere intraprese anche attraverso appropriate procedure internazionali nel quadro delle Nazioni Unite e in conformità con la sua Carta. Queste procedure internazionali possono includere i servizi di organizzazioni internazionali appropriate, nonché di un Comitato consultivo di esperti come previsto nel paragrafo 2 del presente articolo.
2. Ai fini di cui al paragrafo 1 del presente articolo, il depositario, entro un mese dal ricevimento di una richiesta da qualsiasi Stato Parte alla presente Convenzione, convoca un Comitato consultivo di esperti. Ogni Stato Parte può nominare un esperto al Comitato le cui funzioni e regole di procedura sono enunciate nell’annesso che costituisce parte integrante della presente Convenzione. Il Comitato trasmette al Depositario una sintesi dei suoi risultati, includendo tutte le opinioni e le informazioni presentate al Comitato durante i suoi lavori. Il depositario distribuirà la sintesi a tutti gli Stati parti.
3. Ogni Stato Parte alla presente Convenzione che abbia motivo di ritenere che un altro Stato Parte agisca in violazione degli obblighi derivanti dalle disposizioni della Convenzione può presentare un reclamo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Tale reclamo dovrebbe includere tutte le informazioni pertinenti nonché tutte le prove possibili a sostegno della validità dell’ItS.
4. Ciascuno Stato Parte alla presente Convenzione si impegna a cooperare nello svolgimento di qualsiasi indagine che il Consiglio di Sicurezza possa avviare, in conformità con le disposizioni della Carta delle Nazioni Unite, sulla base del reclamo ricevuto dal Consiglio. Il Consiglio di Sicurezza informerà gli Stati Parte dei risultati dell’indagine.
5. Ciascuno Stato Parte alla presente Convenzione si impegna a fornire o sostenere assistenza, in conformità con le disposizioni della Carta delle Nazioni Unite, a qualsiasi Stato Parte che lo richieda, se il Consiglio di Sicurezza decide che tale Parte è stata danneggiata o è probabile essere leso in conseguenza della violazione della Convenzione.

Articolo VI
1. Ogni Stato Parte alla presente Convenzione può proporre emendamenti alla Convenzione. Il testo di ogni emendamento proposto sarà sottoposto al Depositario, che lo trasmetterà prontamente a tutti gli Stati Parti.
2. Un emendamento entrerà in vigore per tutti gli Stati parti della presente Convenzione che l’hanno accettata, al momento del deposito presso il depositario degli strumenti di accettazione da parte della maggioranza degli Stati parti. Successivamente entrerà in vigore per ogni Stato Parte rimanente alla data di deposito del suo strumento di accettazione.

Articolo VII
La presente Convenzione avrà durata illimitata.

Articolo VIII
1. Cinque anni dopo l’entrata in vigore della presente Convenzione, una conferenza degli Stati parti della Convenzione sarà convocata dal depositario a Ginevra, Svizzera. La conferenza esaminerà il funzionamento della Convenzione al fine di garantire che i suoi scopi e disposizioni siano realizzati, ed in particolare esaminerà l’efficacia delle disposizioni del paragrafo 1 dell’articolo I nell’eliminare i pericoli dell’uso militare o di qualsiasi altro uso ostile. delle tecniche di modificazione ambientale.
2. In seguito, ad intervalli non inferiori a cinque anni, la maggioranza degli Stati parti della presente Convenzione può ottenere, sottoponendo una proposta in tal senso al depositario, la convocazione di una conferenza con gli stessi obiettivi.
3. Se nessuna conferenza è stata convocata ai sensi del paragrafo 2 del presente articolo entro dieci anni dalla conclusione di una conferenza precedente, il depositario solleciterà le opinioni di tutti gli Stati parti della presente convenzione riguardo alla convocazione di tale conferenza. Se un terzo o dieci degli Stati Parti, qualunque sia il numero inferiore, rispondono affermativamente, il Depositario adotterà misure immediate per convocare la conferenza.

Articolo IX
1. La presente Convenzione è aperta alla firma di tutti gli Stati. Ogni Stato che non firma la Convenzione prima della sua entrata in vigore ai sensi del paragrafo 3 del presente articolo può aderirvi in ​​qualsiasi momento.
2. La presente Convenzione sarà sottoposta a ratifica da parte degli Stati firmatari. Gli strumenti di ratifica o di adesione saranno depositati presso il Segretario generale delle Nazioni Unite.
3. La presente Convenzione entrerà in vigore al momento del deposito degli strumenti di ratifica da parte di venti Governi conformemente al paragrafo 2 del presente articolo.
4. Per quegli Stati i cui strumenti di ratifica o di adesione saranno depositati dopo l’entrata in vigore della presente Convenzione, essa entrerà in vigore alla data del deposito dei loro strumenti di ratifica o di adesione.
5. Il Depositario informerà prontamente tutti gli Stati firmatari e aderenti della data di ciascuna firma, della data di deposito di ogni strumento di ratifica o di adesione e della data di entrata in vigore della presente Convenzione e di ogni suo emendamento, nonché del ricevimento di altri avvisi.
6. La presente Convenzione sarà registrata dal depositario conformemente all’articolo 102 della Carta delle Nazioni Unite.

Articolo X
La presente Convenzione, di cui i testi in arabo, cinese, inglese, francese, russo e spagnolo fanno ugualmente fede, sarà depositata presso il Segretario generale delle Nazioni Unite, che ne invierà una copia autenticata ai Governi firmatari e aderenti. Stati. In fede di che, i sottoscritti, debitamente autorizzati a tal fine, hanno firmato la presente Convenzione Fatto a Ginevra, il 18 maggio 1977.

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