La Sinarchia

Dalla Banque Worms a Rohatyn e Shultz

30 luglio 2006; di Jeffrey Steinberg

Nel novembre 1940, negli USA il Coordinatore dell’Informazione (COI), predecessore dell’OSS e dell’attuale CIA, preparò un rapporto classificato intitolato “La sinarchia e la politica del gruppo Banque Worms”.

Nelle tre pagine del documento si legge: “I rapporti recenti contengono vari riferimenti al crescente potere politico in Francia del gruppo Banque Worms, che comprende tra i suoi membri ardenti collaborazionisti [dei nazisti] come Pucheu, Benoist-Mechin, Leroy-Ladurie, Bouthillier, ed esponenti di grandi organizzazioni industriali francesi”. Il rapporto continua “Il movimento reazionario noto come ‘sinarchia’ esiste in Francia da quasi un secolo. Il suo scopo è stato sempre quello di portare a termine una rivoluzione incruenta, ispirata dalle classi alte, mirante a produrre una forma di governo dei ‘tecnici’ (il fondatore del movimento era un ‘politecnico’), capace di subordinare la politica interna ed estera all’economia internazionale. Gli scopi del gruppo Banque Worms sono gli stessi della ‘sinarchia’ ed i leader dei due gruppi sono, nella maggior parte dei casi, identici”.

Il rapporto del COI passa poi ad illustrare il programma politico dell’internazionale sinarchista, nell’agosto 1940:

  1. Contenere la ‘Revolution Nationale’ laddove i suoi sviluppi potrebbero condurre alla creazione di un nuovo ordine sociale [all’epoca la Francia era sotto l’ordine sociale dei nazisti che avevano invaso ed occupato il paese nella primavera 1940 – Ndr].
  2. Contenere ogni nuovo schema sociale tendente ad indebolire la forza dei finanzieri e industriali internazionali;
  3. Operare per giungere al definitivo controllo di tutta l’industria da parte della finanza e industria internazionale;
  4. Proteggere gli interessi ebraici e anglo-sassoni”.

Il documento prosegue notando come questo schema sinarchista raccogliesse le simpatie di alcuni circoli nazisti in Germania, in cui figuravano “sia Goering che il dott. Funk [Walter Funk, ministro dell’economia nazista, presidente della Reichsbank, e rappresentante del regime nazista presso la Banca per i Regolamenti Internazionali, dove subentrò al posto di Hjalmar Schacht – Ndr]. … Si riferisce che anche certi ambienti industriali in Gran Bretagna simpatizzano per il movimento. Si dice che sono stati compiuti progressi nell’ottenere l’adesione di grandi interessi industriali statunitensi al movimento”.

Il documento descrive anche i piani della sinarchia verso la Gran Bretagna:

“Provocare la caduta del governo Churchill creando nel paese la convinzione che occorra un governo più energico nella condotta della guerra … e far sì che si costituisca un nuovo governo in cui entrino Sir Samuel Hoare, Lord Beaverbrook e Mr. Hove-Belisha; e, attraverso l’opera di Sir Samuel Hoare, giungere ad un accordo tra l’industria britannica e il ‘blocco’ franco-tedesco; e proteggere gli interessi anglo-sassoni sul continente”.

(Nota. La fonte ha aggiunto che nel gruppo Worms si è affermata la convinzione che quei circoli in Gran Bretagna che sono ben disposti verso i loro piani sono i più critici verso Mr. Churchill, Lord Halifax e il Capitano Margesson.)

Il documento conclude:

“per quanto riguarda la Germania si spera di eliminare alla fine dalla scena politica Hitler, Goebbels e Himmler con la sua Gestapo, facilitando in tal modo la formazione di un blocco economico anglo-franco-tedesco”.

Un’altra istantanea molto eloquente di quest’apparato sinarchista transatlantico apparve alla vigilia della seconda guerra mondiale sulla rivista Time, nell’edizione del 3 luglio 1939, sotto il titolo: “Insider from Overseas”. L’articolo riferisce dell’arrivo a New York del banchiere tedesco Otto Jeidels, che era stato accettato come socio nella Lazard Freres & Co. di New York. Nell’articolo di Time si legge:

“Lazard Brother & Co. di Londra è ariana e aristrocratica, appartiene alla coorte della Banca d’Inghilterra, contribuisce a sostenere il movimento dei fautori del compromesso a Londra, favorisce la teoria secondo cui facendo concessioni ad Hitler si otterrà il ritorno a Berlino del dott. Schacht e della sua ortodossia economica. Rappresenta un margine sempre più importante e lucrativo che induce i capitalisti europei impauriti a investire il proprio denaro nei sicurissimi dollari americani. A riscuotere, all’altro capo di questo flusso d’oro dall’Europa, c’è la Lazard Freres di Manhattan, non propriamente ariana, né insider di Wall Street, e ancora in rapporti (ma non più in società) con le politicizzatissime banche Lazard di Londra e Parigi. La Lazard di Manhattan sottoscrive titoli e, soprattutto, fa grossi affari nei cambi. Per questo centro di raccolta e scambio di nuovi lingotti e capitali stranieri Jeidels avrà un ruolo inestimabile: è un amico di Montagu Norman, e può accedere ai flussi continentali dell’hinterland … In Germania si dice cinicamente che Schacht sia riuscito a fare le scarpe a tutti meno che a due dei suoi: uno dei due è Hitler, l’altro è Jeidels. Schacht dette a Jeidels l’importante soffiata, in tempo per abbandonare la Germania con la sua famiglia prima che iniziasse il grande pogrom del 1938 … Schacht fu in grado di proteggere Jeidels perché i suoi contatti con il boss della banca d’Inghilterra Montagu Norman tornavano utili ad Hitler … Fino alla primavera del 1938, Jeidels funzionò perfettamente e fu tanto un insider quanto Hitler potesse concedere di esserlo ad un banchiere ebreo. Lui soddisfò gli inglesi evitando il ripudio dei debiti, ed i nazisti congelandoli, funse da intermediario tra i nazisti e i britannici”.

Questi due rapporti, il primo un memorandum segreto d’intelligence e il secondo un articolo di una rivista molto diffusa, sono solo due esemplari di un voluminoso archivio di documenti – pubblici e classificati – del periodo 1930-1945 sul conto del ruolo che il cartello bancario e industriale oggi noto come “l’internazionale sinarchista”.

William Langer, ricercatore e direttore dell’analisi dell’OSS durante la guerra, illustrò il ruolo della sinarchia nella Francia di Vichy nel libro “Our Vichy Gamble” del 1947. Tre anni più tardi, James Stewart Martin, legale dell’Anti-Trust del Dipartimento di Giustizia USA, che tra il 1944 e il 1947 aveva diretto l’unità del governo d’occupazione USA in Germania addetta alla de-cartellizzazione, pubblicò la propria denuncia dello stesso cartello sinarchista in un libro intitolato “All Honorable Men” (Little, Brown & Co 1950).

Questi e altri resoconti dell’epoca riflettono una profonda comprensione, da parte dei circoli di governo attorno a F.D. Roosevelt, che un’oligarchia finanziaria internazionale era la principale sponsorizzatrice dei regimi fascisti e nazisti che provocarono la guerra e le devastazioni dell’Europa nel tentativo fallito di creare un ordine mondiale post-Westfalia, cioè senza gli stati nazionali, sotto l’autorità di una dittatura di banchieri internazionali. Grazie alla capacità di Franklin D. Roosevelt di mobilitare la forza morale e industriale degli Stati Uniti questi sinarchisti non riuscirono a condurre il pianeta nell’abisso di una nuova epoca buia.

Allora ed oggi

Queste valutazioni sul conto della sinarchia di allora assumono oggi notevole importanza. Gli ambienti dei servizi americani vicini a Roosevelt capirono che il cartello dei finanzieri e industriali anglo-sassoni e franco-tedeschi, che comprendeva una componente poderosa impegnata a finanziare e controllare l’asse nazi-fascista, stava pilotando i governi europei servendosi di agenti che non si sentivano in alcun modo obbligati verso la propria nazione, ma rispondevano soltanto agli interessi della sinarchia internazionale. L’ambasciatore USA a Londra Nicholas Biddle, secondo quando riferisce Langer nel suo libro, ne parlò in questi termini:

“Questo gruppo non dev’essere considerato come composto da francesi, così come la sua controparte in Germania non può essere considerata composta da tedeschi, giacché gli interessi di ambedue questi gruppi sono così inestricabilmente interconnessi da essere indistinguibili. Tutto il loro interesse è concentrato nella promozione dei propri investimenti industriali e finanziari”.

Questa combinazione di banchieri internazionale dunque finanziò Mussolini, e poi Hitler, e manovrò l’Eurasia sulla via della guerra e dell’auto-annientamento, con l’obiettivo di assicurarsi il controllo sull’economia e la finanza globali, a prescindere da quali potevano essere gli esiti della guerra.

Negli Stati Uniti questo apparato faceva lega con interessi come J.P. Morgan e DuPont già impegnati in una serie tentativi di golpe contro il presidente F.D. Roosevelt. Tra i nemici di F.D. Roosevelt spiccavano anche gli interessi della Brown Brothers Harriman, ai quali apparteneva Prescott Bush, il nonno dell’ex presidente USA, che fu apertamente impegnato a finanziare il Partito Nazista, e il connubio a Wall Street tra la finanziaria Dillon Read e lo studio legale Sullivan and Cromwell al quale si deve la creazione dei cartelli internazionali dell’acciaio, del carbone e del petrolio nei quali figuravano entità naziste di primo piano come la IG Farben, il Circolo Keppler, e la Stein Bank di Colonia del finanziere delle Allgemeine SS Kurt von Schroeder. Nel periodo tra le guerre la Dillon Read era stata diretta da William Draper. Successivamente Draper passò a dirigere la divisione economica del governo di occupazione americano in Germania dove ebbe la meglio su James Stewart Martin il quale fu costretto alle dimissioni e quindi scrisse il libro “All Honorable Men”. Martin allora si rese conto di come l’intento dei sinarchisti fosse quello di garantire la sopravvivenza e la crescita del loro cartello, a prescindere dalle conseguenze della guerra.

Non appena Franklin D. Roosevelt morì, nell’aprile 1945, i sinarchisti riuscirono ad assicurare il proprio controllo sulla Casa Bianca, anche se solo temporaneamente, quando Harry S. Truman diventò presidente, e soprattutto quando questi abbracciò, nel 1946, la dottrina della “cortina di ferro” contro l’Unione Sovietica, che durante la guerra era stata alleata di Roosevelt. Già nel 1948 molti dei finanzieri francesi e tedeschi che avevano costituito il nocciolo della sinarchia durante la guerra furono scarcerati e scagionati dall’accusa di tradimento. Il gruppo Banque Worms si affermò poi come finanziatore in Francia del Congress of Cultural Freedom, una rete di guerra culturale che ha riproposto l’essenza del fascismo camuffata con la politica transatlantica dell’“anti-comunismo”. Lo stesso ministro dell’economia nazista Hjalmar Schacht fu scagionato a Norimberga e riprese le sue funzioni di “mago” della finanza. André Meyer, il banchiere della Lazard parigina che si era trasferito a dirigere la Lazard Brother di Manhattan un anno dopo l’arrivo di Jeidels a New York, rilanciò l’asse Londra-Parigi-New York della sinarchia e in tale contesto designò come proprio successore Felix Rohatyn, del quale disse di considerarlo “come un figlio”.

Così la Sinarchia ha mantenuto una continuità fino ad oggi. Attraverso elementi come Felix Rohatyn e George Pratt Schultz, la Sinarchia ha infiltrato profondamente i due grandi partiti americani ed ha quindi piantato una serie di agenti, più o meno coscienti del ruolo che ricoprono, in tutti i pori del governo, dall’Ufficio Ovale al Congresso, e in maniera molto diffusa nel settore giudiziario e in molte altre istituzioni importanti.

Il movimento neoconservatore, che affonda le radici nella tradizione di Leo Strauss, Alexandre Kojeve e Carl Schmitt, è uno degli elmenti più significativi dell’internazionale sinarchista di oggi. Ma per altri versi, George Shultz rappresenta un altro caso esemplare di come opera oggi la sinarchia.

Il sicario economico

Nel 2004 apparve per i tipi di Berrett-Koehler Publishers Inc un libro che provocò tanta agitazione. In “Confessioni di un sicario economico” John Perkins riferì la sua esperienza diretta a contatto con il cartello internazionale delle banche e delle multinazionali che operano coordinatamente per saccheggiare il settore in via di sviluppo, sottraendo materie prime e altri patrimoni nazionali. La strategia a cui ricorrono i sicari economici, riferisce Perkins, è soprattutto quella di alimentare l’accumulo del debito sulle spalle dei governi dei paesi in via di sviluppo, che vengono così costretti nelle camicie di forza dei diktat della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, di modo che le multinazioni come la Bechtel e la Halliburton le saccheggino a man bassa, chiamando il tutto “sviluppo”.

Perkins presenta George Shultz, ex presidente di Bechtel, ex segretario del Tesoro ed ex segretario di Stato, come il sicario economico per eccellenza, il “capo di tutti i capi” di quell’apparato sinarchista che in precedenza già condusse il mondo nelle tragedie del 1922-1945.

Che Perkins possa dirsi sicuro o meno di aver individuato con il 100% della certezza che effettivamente Shultz è il capo formalmente riconosciuto dei sicari economici, resta il fatto che il personaggio effettivamente rappresenta un’incarnazione della sinarchia. A chi Shultz è davvero fedele lo si capisce dai collegamenti che vanta con Jacob Rothschild in Inghilterra al quale ha presentato, insieme a Warren Buffett della Berkshire Hathaway, la candidatura di Arnold Schwaznegger per la revisione e l’approvazione. Shultz è anche uno dei principali sostenitori, negli USA, dei dogmi liberisti della sinarchista società Mont Pelerin. All’Università di Chicago ebbe come mentore W. Allen Wallis, tesoriere fondatore della Mont Pelerin. Shultz è ancora nella direzione del gruppo Bechtel, presiede il Consiglio internazionale della Morgan Chase, è un direttore del Fremont Group and Accenture Energy, impresa impegnata nelle mega-fusioni e scalate ostili nel settore del petrolio e del gas, ben collegata alla Anglo-American Corp.

Oggi Shultz è anche il padrino dell’amministrazione Bush-Cheney, per la quale selezionò il nucleo di partenza, i Vulcans, i personaggi che si occuparono di instradare Bush e piazzare talpe nei punti cruciali, e i responsabili del disastro della guerra in Iraq. Insieme a R. James Woolsey, Shultz ripristinò il Committee on the Present Danger con l’intento di promuovere un ordine mondiale di guerre preventive che cancelli il diritto internazionale del Trattato di Westfalia, così come vuole il programma della Sinarchia. In combutta con Felix Rohatyn, Shultz ha promosso la privatizzazione della guerra con la proliferazione delle Private Military Corporations (PMC) da essi apertamente promosse in una conferenza al Middlebury College nell’ottobre 2004, imprimendo così una svolta decisiva verso un sistema “neo-feudale”, rifacendosi al modello della Compagnia delle Indie Orientali britannica tra il XVIII e XIX secolo.

Shultz e Rohatyn rappresentano i quadri intermedi della sinarchia, impegnati ad intervenire negli ambienti delle istituzioni di governo per far passare programmi e ideologie del tutto alieni all’idea di stato nazionale. La loro lealtà va al sistema usurario anglo-olandese di stampo veneziano, alla globalizzazione, alla politica di riduzione demografica e allo schiavismo.

Dicembre 1971

George Shultz ha ricoperto gli incarichi di segretario del Lavoro, direttore dell’Ufficio di gestione e bilancio, e segretario del Tesoro nell’amministrazione di Richard Nixon. Si occupò personalemente di staccare definitivamente la spina al sistema di Bretton Woods che era stato creato sotto l’influsso della politica rooseveltiana.

Quando Lyndon LaRouche bollò l’abbandono del sistema di Bretton Woods, il 15 agosto 1971, come l’inizio di una china che conduce al fascismo, nei piani alti egli fu riconosciuto come un “potenziale pericolo”. Nel dicembre 1971, LaRouche fu invitato (e fu l’ultima volta) ad un dibattito al Queens College di New York. In tale occasione egli mise alle corde il suo antagonista, il prof. Abba Lerner, costringendolo a gettare la maschera e a rivelarsi come un fautore dell’economia di stampo schachtiano, cioè la politica economica del regime nazista. Messo alle strette da LaRouche sulle conseguenze a cui doveva necessariamente condurre l’abolizione dei cambi fissi, e quindi l’abolizione del divieto di speculare sulle monete, Lerner finì per dire:

“Se avessero dato ascolto a Schacht non ci sarebbe stato bisogno di Hitler”.

I propositi della sinarchia promossi da personaggi come Shultz e Rohatyn possono essere descritti nel modo migliore proprio così: “Schacht senza Hitler”. E se qualcuno crede che questo sia un passo avanti rispetto alla precedente esperienza del nazifascismo, non si rende davvero conto di quale mostro stia stuzzicando.

MoviSol


Alla fine di questa storia, giunti ai giorni nostri quindici anni dopo questo articolo, possiamo dire con sicurezza che la sinarchia non è stata stuzzicata. Ha saputo fare bene quello per cui è stata creata, e cioè infiltrarsi nell’economia mondiale, a cominciare dal sistema bancario dal quale è stata generata e, peggio.. ma ne è una diretta conseguenza, nella politica e nei mezzi d’informazione.
Raccontata da anni sotto vari nomi e tematiche come il Nuovo Ordine Mondiale, Massoneria, sistema bancario internazionale, sionismo, esportazioni di democrazia, iper-liberismo, progressismo e quant’altro abbiamo parlato e scritto in questi anni, spesso venendo attaccati e screditati (quando va bene). Tutto il caos creato per “resettare la società” ed abbassare la popolazione del pianeta lo dobbiamo a questa autentica “spektre” che ha saputo risorgere come una mitica Fenice.

Non abbiamo stuzzicato la sinarchia: l’abbiamo semplicemente ignorata.


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