Dossier Carl Schmitt: 4a parte

Il giudice Samuel Alito e il “Führerprinzip”

Tratto da «Cheney’s ‘Schmittlerian’ Drive for Dictatorship» – gennaio 2006 – LaRouchepac

Il Wall Street Journal del 5 gennaio 2006 identificava Samuel Alito, il giudice nominato da Bush a sostituire Sandra Day O’Connor alla Corte Suprema USA, come uno dei principali sostenitori della dottrina dell’“esecutivo unitario”.

Questa dottrina è il pilastro della Federalist Society, a cui Alito appartiene. Essa ripropone, con questo nuovo nome, la sostanza vecchia del Führerprinzip di Carl Schmitt adottato dai regimi dittatoriali: da quello di Hitler in Germania a quello del gen. Francisco Franco in Spagna, a quello di Augusto Pinochet in Cile a quello di Bush e Cheney negli USA di oggi.

Il Wall Steet Journal cita un discorso pronunciato da Samuel Alito al Congresso della Federalist Society nel novembre 2000. La Costituzione, disse Alito:

“fa del presidente il capo della branca esecutiva, ma fa anche di più. Il presidente non ha soltanto alcuni poteri esecutivi, ma tutti i poteri esecutivi — tutt’insieme”.

Ricordando il periodo in cui lavorò nell’ufficio legale del dipartimento di Giustizia, negli anni Ottanta, Alito affermò:

“Allora pensavo, come faccio ancora oggi, che questa teoria rappresenta nel modo migliore il significato del testo e della struttura della Costituzione”, ed aggiunse che i suoi estensori “vedevano nell’esecutivo unitario il contrappeso necessario agli enormi poteri del legislativo e delle fazioni che in esso potrebbero prendere controllo”.

Commentando l’articolo, Lyndon LaRouche ha affermato:

“Se è vero che il giudice Alito aderisce alle idee riferite dal Wall Street Journal non gli si dovrebbe consentire di avvicinarsi a qualsiasi tribunale — tanto meno alla Corte Suprema — se non come imputato”. LaRouche ha esortato il Senato a respingere energicamente una tale nomina, altrimenti la Corte Superma cadrà irrimediabilmente nelle mani di una coventicola di “schmittleriani”, guidata da Antonin Scalia, Clarence Thomas, John Roberts, e Alito, tutti esponenti della Federalist Society, il faro della “rivoluzione conservatrice”.

Alla dottrina del Füherprinzip fatta propria dagli adepti della Federalist Society con il nome di esecutivo unitario, LaRouche ha contrapposto i principi del sistema americano invocati dal presidente Franklin D. Roosevelt quando dovette preparare gli Stati Uniti per la guerra mondiale. L’8 settembre 1939, nella conferenza stampa indetta dopo la proclamazione della “Emergenza limitata” di fronte allo scoppio della guerra in Europa, Roosevelt disse agli americani:

“Non c’è né l’intenzione né il bisogno di fare ciò che si potrebbe fare … Non c’è alcuna intenzione di sorta di mettere la nazione, le sue difese e la sua economia, in uno stato di guerra. Questo noi lo vogliamo evitare. Manterremo la nazione in una situazione di pace, in accordo con i poteri decisionali consentiti in tempo di pace”.


Le udienze

Le udienze per la conferma di Alito alla Corte Suprema sono iniziate al Senato il 10 gennaio. Il candidato ha mostrato subito di essersi ben esercitato in equilibrismi linguistici, per evitare di rispondere a tono. Ad esempio, il sen. Arlen Spectre, che presiede l’apposita commissione, ha interrogato Alito sulla legalità delle intercettazioni della NSA, ma il candidato ha evitato di rispondere. Gli è stato rinfacciato un suo promemoria del 1986 in cui sosteneva la pratica dei “signing statements”, ovvero delle dichiarazioni interpretative che il presidente emette al momento della ratifica di una legge in cui afferma come lui, l’esecutivo, intende quella legge. Alito ha risposto che si trattava di “un primo grezzo tentativo” di affrontare difficili “questioni teoriche”. Gli è stato chiesto che cosa ne pensa di una tale “interpretazione presidenziale” dell’emendamento McCain contro le torture ed ha risposto che si tratta di “questioni teoriche da approfondire e risolvere”.

Dopo una giornata persa a cercare di stringere la pallina di mercurio tra le dita il sen. Scharles Chumer ha commentato, in conferenza stampa:

“Ha parlato di cose molto generali, ha detto cose con cui tutti converrebbero, ma non ha detto nulla di ciò che pensa”.

Il sen. Ted Kennedy ha aggiunto:

“Il giudice Alito ha un concetto molto bizzarro della presidenza, della presidenza unitaria, crede nella firma di documenti che determinino l’intenzione del presidente sul conto delle leggi … E’ un concetto nuovo, decisamente bizzarro … Ci crede ferventemente. Ne ha parlato nei suoi discorsi alla Federalist Society. Subito dopo la rielezione di Bush ha usato questo termine sei o sette volte in quel discorso”.

Il sen. Patrick Leahy:

“Si tratta di quel modo di pensare che consente al presidente Bush di dire: ‘firmerò una legge contro le torture, che però non vale per me o per quelli che sono ai miei ordini; ratificherò una legge, il Patriot Act, su come fare le intercettazioni, ma non vale per me, perché posso fare a meno dei tribunali”.


Emerito giurista paragona Alito a Carl Schmitt

Robert Gordon, professore di Legge a Yale e presidente della American Legal History Society, ha pubblicato un ampio documento [http://www.balkin.blogspot.com/] sulla teoria dell’”esecutivo unitario” abbracciata da Alito. Il ricorso di Bush ai poteri d’emergenza è paragonato da Gordon “alla vecchia dottrina dell’assolutismo monarchico che fu sviluppata dai giuristi nazisti come Carl Schmitt in una dottrina dei poteri d’emergenza dell’esecutivo — la dottrina secondo cui l’esecutivo che protegge la sicurezza della nazione si colloca al di sopra della legge”.

“I senatori dovrebbero chiedere ad Alito che cosa ne pensa dei limiti di questa dottrina dei poteri d’emergenza dell’esecutivo, e in primo luogo se ve ne sono. Non gli si può permettere di evitare le domande dicendo che sono questioni in cui si decide caso per caso. Ciò che Bush e i suoi avvocati come John Yoo pretendono per i poteri esecutivi è categorico: il presidente dovrebbe avere cioè la facoltà di eludere persino delle leggi specifiche che limitano o regolano i suoi poteri. E’ stato così aperto un dibattito generale su queste questioni e le audizioni di Alito rappresentano l’occasione ideale e più appropriata per svolgerlo”.

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