Olimpiadi invernali 2022: un bilancio… a freddo

Source: Pubblicato da admin il 15 Marzo 2022; a firma di Andrea Beretta

Le Olimpiadi Invernali appena terminate ci invitano a tirare un bilancio… Non solo sulla spedizione italiana ma soprattutto sulle condizioni meteo trovate dagli atleti.

Sul fronte sportivo, l’Italia ha conquistato 17 medaglie, a un soffio dal record di Lillehammer ’94, quando ne vinse 20, a fronte tuttavia di 109 gare disputate in Cina contro le sole 61 di Lillehammer: infatti a Lillehammer arrivammo quarti nel medagliere, mentre a Pechino siamo finiti solo tredicesimi.


Ma che freddo fa!?

Per ciò che riguarda il clima, anche a Pechino come a Tokyo nell’agosto scorso, gli atleti hanno dovuto sottostare sia alle rigidissime misure preventive contro la pandemia, sia soprattutto alle intemperie meteorologiche. Ma se in Giappone per l’edizione estiva avevano fatto scalpore le condizioni di umidità e caldo che obbligarono addirittura ad anticipare a tarda notte la partenza della maratona, a Pechino è stato il freddo, il vento, la neve o una combinazione dei tre eventi, a influenzare il programma delle gare.

Ad esempio, le gare di biathlon hanno subito sconvolgimenti, tanto che la “mass start” femminile è stata anticipata di un giorno per evitare le temperature polari previste, e possibilmente scongiurare il ripetersi dell’episodio di collasso di un’atleta, la svizzera Cadurisch, trasportata in barella all’ospedale nel corso alla prima frazione della staffetta sempre di biathlon.

Il salto dal trampolino, che andava in scena nello stesso “ridente” comprensorio del biathlon tra scenari non proprio bucolici, è stato pesantemente condizionato dal forte vento (raffiche vicine a 50 km/h) che ha dilatato la durata delle gare. Non è andata meglio allo sci alpino, per cui era stata scelta la località di Xiaohaituo, a poche centinaia di km dalla capitale.

Nella prima settimana, quando erano in programma le gare veloci maschili, il vento (e le temperature siberiane) hanno costretto a modificare il programma posticipando diverse gare; ma la beffa è arrivata all’inizio della seconda settimana, quando s’è abbattuta una nevicata insolita sulla località in cui mediamente cadono 5 cm di neve all’anno: mezzo metro “fioccato” in poche ore, e gare femminili di gigante e discesa libera rivoluzionate per dare il tempo agli organizzatori di preparare la pista.

L’ultima gara in programma domenica 20 febbraio, la 50 km di sci di fondo maschile, è stata addirittura accorciata di 20 km a causa delle temperature inferiori ai -20°C, e posticipata di un’ora alla ricerca di maggior tepore. Il regolamento della Federazione Internazionale Sci imporrebbe, per tutelare la salute degli sciatori, di non gareggiare sotto i -20°C, ma l’alternativa era non assegnare affatto la medaglia, che è di fatto il simbolo dell’olimpiade invernale stessa, un po’ come la maratona lo è di quella estiva.

Niente male per un’olimpiade in piena era Global Warming: tanto che gli americani si sono lamentati del freddo, quasi osservando che in epoca di riscaldamento, queste cose non dovrebbero essere ammesse. Eppure nelle olimpiadi del passato, anche remoto, quando il Global Warming era ancora da inventare, capitava invece di avere problemi opposti.


Amarcord

Nel 1928 a Sankt Moritz, dove si disputarono le seconde olimpiadi invernali della storia, il problema più grave fu infatti…il caldo: il 14 febbraio, quarto giorno dei Giochi invernali, un’irruzione di favonio fece salire la temperatura dai 3 gradi delle 8 del mattino a 25°C a mezzogiorno. I 10.000 metri di pattinaggio di velocità dovettero essere annullati a causa del ghiaccio sempre più morbido. Fu colpita anche la 50 km di fondo: molti sciatori ebbero seri problemi con la sciolina e quasi un terzo dei partecipanti dovette ritirarsi.

Discorso simile per le olimpiadi di Innsbruck del 1964: a causa delle alte temperature l’esercito austriaco dovette trasportare 20 mila blocchi di ghiaccio sulle piste da bob e slittino e 40 mila metri cubi di neve sulle piste di sci alpino. Come in Engadina 38 anni prima, fu protagonista ancora il favonio, che soffiando sulla valle dell’Inn dal 2 febbraio aveva sciolto le piste dove dovevano corrersi le gare di bob e slittino (disciplina presente per la prima volta in assoluto). Alcune gare erano state anticipate di primissimo mattino nella speranza che le piste risultassero ancora congelate…ma anche così, al traguardo della pista da bob si “navigò” su diversi centimetri d’acqua.

Anche le Olimpiadi del 1952 di Oslo non furono molto fortunate sul fronte “materia prima”: a causa della mancanza di neve, gli organizzatori norvegesi si trovarono costretti a trasportare la neve fin su comprensorio scelto come teatro dello sci alpino, quello di Norefjell. La cosa portò bene all’Italia, dato che trionfò in discesa il mitico Zeno Colò, e portammo a casa anche una medaglia di bronzo con Giuliana Minuzzo.

Al di là delle vittorie azzurre, fa riflettere come il foehn è sempre stato attivissimo nelle vallate alpine, anche in epoche non sospette, o volutamente dimenticate. E che tutto sommato questo deludente inverno europeo che si avvia malinconicamente a finire, non è così insolito per le Alpi.

Le olimpiadi di Lake Placid, nello stato di New York, nel 1980, furono le prime a vedere l’utilizzo della neve artificiale per ovviare alla mancanza di materia prima: in quel caso la “East Coast”, che vede mediamente metri di neve cadere nelle stagione invernale, venne “funestata” da un episodio di siccità e caldo duraturi che costrinse gli organizzatori a correre ai ripari, usando per la prima volta la neve artificiale. Stavolta le condizioni climatiche particolari non aiutarono i nostri colori, dato che l’Italia chiuse 13a nel medagliere, con due sole medaglie d’argento.


Mai una gioia

Le prossime olimpiadi, come si sa, torneranno in Italia, a 20 anni di distanza dalla fortunata edizione di Torino. Ma c’è poco da festeggiare: l’immarcescibile Fatto Quotidiano (nella ormai tristemente nota rubrica “Ambiente e Veleni”) ne ha già decretato il fallimento a priori.

Niente di sorprendente, visto che da quelle parti si sostiene con convinzione che la Valtellina sia più adatta alla coltivazione degli oliveti che alla pratica degli sport invernali. Bontà loro.

ClimateMonitor


Un momentanea pausa della ragione



Ci vuole una pausa, signori/e.

Ci vuole una pausa dal praticare questo politicamente corretto. Questa ricerca del passare inosservati e del fare commenti ed articoli che non irritino nessuno è semplicemente sgradevole.

Abbiamo un grave problema e lo abbiamo da decenni, che insieme ai continui problemi che ci forniscono dai piani alti della piramide, dove ci stanno gli uffici “ultra-mega-galattici” dei cristi scesi in terra, ultimamente ci stanno tenendo impegnati saltando dalla pandemia alla guerra in Ucraina con la sola sostituzione di parole ed esperti interpellati.

Se prima avevamo i climatologi e dottori ora abbiamo i generali. E forse forse abbiamo peggiorato la situazione… ma sia ben chiaro che è una mia opinione, sennò certi neuroni poi cosa ne direbbero..?!?

Usano la geoingegneria da moltissimo tempo e con la propaganda hanno letteralmente addormentato la discussione, almeno qui in Italia ed in buona parte dell’Europa non se ne parla.

Eppure si dovrebbe, perché quelle scie in cielo sono parte integrante di un dispositivo militare che ha preso piede tra i neo-con americani, per poi essere abbracciato con gioia anche dai Democract.

La maggior parte della produzione di propaganda è in mano ai democratici americani che controllano Hollywood, la SIlicon Valley e diversi settori dell’apparato militare-industriale. Gli altri boccaloni invece seguono i repubblicani, che sono il partito della “Legge & Ordine” che controllano il resto.

Il tutto armato fino ai denti per esportare la loro visone del mondo in varie parti della Terra. Quando si commenta che in America c’è un solo partito, quello dei soldi, non si va molto al di fuori dal reale.

Ebbene, quelle strisce bianche in cielo vanno sotto la dicitura geoingegneria, militare e civile, volontaria ed involontaria.

Le ricorrenze degli eventi pluviometrici importanti, come le siccità o altri eventi meteo citati nell’articolo non cancellano, ne giustificano che la geoingegneria viene praticata da decenni per scopi sia pacifici che militari ma anche come sottoprodotto delle stesse attività civili e militari.

Un argomento che per le sue implicazioni è stato tacciato di complottismo da subito, a partire dall’America. Loro usano la parola cospirazionismo e la usano da quando la CIA dovette mettere a tacere i malumori degli americani per le conseguenze dell’assassinio di JFK.. un’altra storia marcia della democratica America.


Vi ricordate come l’America vinse la guerra fredda?

Ve lo rammento io: con l’uso della tecnologia che gli ha consentito il controllo totale dei cieli, ed un bluf di Regan grosso come un grattacielo.

  • La geoingegneria, nel vecchio blog c’è un po di tutto sull’argomento.

L’ingegneria del clima e della modifica del meteo è ora sottaciuta ma praticata in tutto il mondo, dalle superpotenze e dagli stati minori. Le prime la usano per affermare la loro potenza, i secondi per innaffiare l’orto dietro casa. Tutti a spostare tonnellate d’acqua fissata in cielo nelle nuvole da una parte all’altra segnando il destino di intere popolazioni.

Gli inglesi tentarono di sfruttare il peso dell’acqua contenuta in una nuvola e nel 1952 l’Inghilterra sperimenta una tecnologia, provocando un nubifragio che causò la morte di 32 persone nel Devonshire.

Gli inglesi volevano creare una “bomba d’acqua” (è li che è nato il termine).

Ovviamente non riuscirono a sciogliere le nuvole all’istante ma provocarono fortissime piogge che fecero non pochi danni e 32 morti, per l’appunto.

Ronald Regan chiamò questo dispositivo che comprende le scie che si vedono in cielo, “Guerre Stellari” e da allora ci hanno perculato (preso per il culo) tutti i santi giorni di tutti gli anni ad arrivare ad oggi.

Lo spazio è la nuova frontiera del confronto geopolitico tra le grandi potenze. Il visionario aforisma dei colonnelli cinesi Liang e Xiangsui è corretto:

«Ci sono reti sopra le nostre teste e trappole sotto i nostri piedi. Non abbiamo dunque possibilità di fuga.»

Liang e Xiangsui

Per esempio la NATO sta monitorando (ed aiutando) l’Ucraina contro la Russia con questi sistemi d’arma che forniscono all’intelligence informazioni preziose sul campo di battaglia e la disposizione di reparti e mezzi. Anche Russia e Cina hanno ed usano la stessa tecnologia ed il conto è ancora pari.

Sta agli USA di tirare fuori i suoi giocattoli, come li definì Kissinger, amico personale di Putin, quando USA ed Israele attaccarono la Siria, con la Russia a protestare; tanto che prestò aiuto militare ed umanitario al presidente Assad.

Sta di fatto che ora tutti stanno giocando al piccolo chimico con il clima terrestre e letteralmente non sanno ancora che tipo di effetti collaterali a breve e lungo termine stanno causando.

Molto più probabilmente ne sono a conoscenza ma se dai un giocattolo ad un militare questo lo vorrà utilizzare sempre.

E intanto noi complottisti parliamo, parliamo…


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I TEMPI FREDDI stanno tornando, le medie latitudini si stanno stanno stanno RAFFREDDANDO in linea con la grande congiunzione, l’attività solare storicamente bassa, i raggi cosmici che nucleano le nuvole e una corrente a getto meridionale (tra le altre forzature).

Sia il NOAA che la NASA sembrano concordare, se si legge tra le righe, con NOAA che afferma che stiamo entrando in un grande minimo solare ‘in piena regola’ alla fine del 2020, e la NASA vede questo prossimo ciclo solare (25) come “il più debole degli ultimi 200 anni“, con i precedenti spegnimenti solari periodi prolungati di raffreddamento globale qui.

Inoltre, non possiamo ignorare la moltitudine di nuovi articoli scientifici che affermano l’immenso impatto che il Beaufort Gyre potrebbe avere sulla Corrente del Golfo, e quindi sul clima in generale.


I canali dei social media stanno limitando la di Megachiroptera: Twitter, Facebook ed altri social di area Zuckerberg hanno creato una sorta di vuoto cosmico intorno alla pagina ed al profilo che mostra gli aggiornamenti con ritardi di ore.

Megachiroptera non riceve soldi da nessuno e non fa pubblicità per cui non ci sono entrate monetarie di nessun tipo. Il lavoro di Megachiroptera è sorretto solo dalla passione e dall’intento di dare un indirizzo in mezzo a questo mare di disinformazione.

Questo profilo è stato realizzato per passione e non ho nessun particolare motivo per difendere l’una o l’altra teoria, se non un irrinunciabile ingenuo imbarazzante amore per la verità.

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