BUON ANNO IN ATTESA DEL BURIAN

Buon anno in attesa del Burian

Fino a ieri parlavamo solo di stratwarming, di possibile split del vortice polare stratosferico e di possibili futuri stravolgimenti dei modelli meteorologici a lungo termine. Nessuno di essi, neanche nelle loro code, vedevano segnali della diffusione verso il basso di questo “scombussolamento stratosferico”.

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SI COMPIE LO STRATWARMING A 120 ORE SPLIT A 10 Hpa

Split a 10 Hpa si compie il MSW

Siamo stati tra i primi a indicare la possibilità di un VP instabile per l’inverno 2020-21. Erano i primi giorni di dicembre https://www.progettoscienze.com/blog/stratosfera-inquieta-possibile-futuro-instabile-per-il-vp/. Poi sempre più palesemente è apparso evidente il TST event con la troposfera che progressivamente ha destabilizzato il VP stratosferico. Oggi l’evento di STRAT-WARMING 2020 si compie, a distanza di quasi tre anni dall’ultimo evento del genere, 2018. L’evento 2020 inoltre sembra prendere sempre di più le sembianze di uno stratwarming di tipo Major (MSW) come si evince dalle seguenti mappe che alleghiamo qui di seguito.

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Il Jet Stream in evoluzione e il raffreddamento globale

11 novembre 2020Cap Allon

Lo studio del JET STREAM è stato a lungo un indicatore del tempo a venire, e per studiare il jet stream l’attenzione deve rivolgersi al SOLE.

Quando l’attività solare è ALTA, la corrente a getto è stretta e stabile e segue un percorso piuttosto rettilineo. Ma quando l’attività solare è BASSA, quella fascia serpeggiante di aria che scorre a 6 miglia sopra le nostre teste diventa debole e ondulata, si deforma facilmente e devia l’aria gelida polare a latitudini atipicamente basse e la sostituisce con aria tropicale più calda.

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L’alleanza fra ecologismo radicale e gerarchie ecclesiastiche

di Luigi Mariani e Alberto Guidorzi

UNA CHIESA ECOLOGISTA

Leggendo l’enciclica “Laudato Si” e guardando a chi trova udienza dal Papa (qui), ricaviamo che la gerarchia della Chiesa sta oggi dando sempre maggior credito ai militanti dell’ecologia politica radicale e dunque a coloro che hanno il duplice obiettivo politico di promuovere la decrescita e di colpevolizzare l’uomo, mantenendolo in un perenne stato di paura per l’avvenire anziché promuovere in lui la responsabilità e la virtù teologale della speranza.

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Record di freddo sulla costa artica russa

29 dicembre 2020 Cap Allon

I media mainstream si affrettano a riportare il record del caldo artico, ma tendono a tacere quando cala il freddo record, il che significa che le persone che sfogliano i contenuti dei media main stream sono sempre a conoscenza di un lato della storia (non c’è da meravigliarsi se pensano che il mondo stia finendo).

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Temperature globali in picchiata

Il gelo di dicembre senza precedenti travolge Russia, Asia, Alaska, Canada e Australia facendo precipitare la temperatura globale

22 dicembre 2020, Cap Allon

Anche di fronte a tali probabilità insormontabili, i potentati stanno continuando a spingere la loro narrativa antropica sul riscaldamento globale. Negli ultimi tempi il freddo da record ha investito vaste aree del pianeta: dall’Alaska alle Alpi; dall’India all’Islanda; e dall’Australia alla Russia, minimi senza precedenti hanno riscritto i libri dei record.

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AGW: la truffa vestita da bufala spacciata per verità assoluta!

Ripubblico questo articolo del 2016 perché è un bello “spiegone” degli ultimi anni di evoluzione del dogma del Global Warming, che arrivando all’odierno Climate Change sta dimostrando l’estrema leggerezza di questa teoria che per stare in piedi ha bisogno di un martellamento costante a canali mondiali unificati.

Pubblicata il 22 Giugno 2016

In ambito scientifico, si sa, non ci sono certezze.
Qualche volta, però, qualche certezza uno la può anche avere. Questo accade quando, ad esempio, il periodo osservato per un dato evento è talmente lungo da risultare, ai nostri occhi, praticamente “infinito”.
L’esempio più concreto per tale affermazione è che la Terra ruota intorno al Sole. Questo è un dato ormai accertato… lo sta facendo da miliardi di anni e al momento non vediamo nulla che possa stravolgere tale condizione.

In altri ambiti, come quello climatico, l’unica certezza assoluta è:

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Prova dell’estrema esportazione di ghiaccio marino artico che ha portato all’improvviso inizio della piccola era glaciale

Martin W. Miles1,2 *, Camilla S. Andresen3 †, Christian V. Dylmer4 †

Il ghiaccio marino artico influisce sul clima su scale temporali da stagionali a decennali, ed i modelli suggeriscono che il ghiaccio marino è essenziale per anomalie più lunghe come la piccola era glaciale. Tuttavia, l’evidenza empirica è frammentaria. Qui, ricostruiamo il ghiaccio marino esportato dall’Oceano Artico negli ultimi 1400 anni, utilizzando una rete spaziale di record proxy.

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NESSUNA PROVA SPERIMENTALE SIGNIFICATIVA DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO ANTROPOGENICO

J. Kauppinen e P. Malmi

Astratto. In questo articolo dimostreremo che i modelli GCM utilizzati nel rapporto AR5 dell’IPCC non riescono a calcolare le influenze dei cambiamenti della bassa nuvolosità sulla temperatura globale. Questo è il motivo per cui quei modelli danno una variazione di temperatura naturale molto piccola, lasciando una variazione molto grande per il contributo dei gas serra nella temperatura osservata. Questo è il motivo per cui l’IPCC deve utilizzare una sensibilità molto grande per compensare una componente naturale troppo piccola. Inoltre devono tralasciare il forte feedback negativo dovuto alle nuvole per aumentare la sensibilità.

Questo documento dimostra che i cambiamenti nella frazione di bassa copertura nuvolosa controllano nella pratica la temperatura globale.

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Intelligenza artificiale e rischio nucleare

Nel dibattito pubblico, e anche sui media, si sente spesso paragonare la nuova tensione internazionale tra potenze alla Guerra fredda. In realtà il sistema internazionale odierno sembra prendere più una forma multipolare, mentre la Guerra Fredda conclusasi con la fine dell’Impero sovietico era caratterizzata soprattutto dal bipolarismo Usa-Urss. Per approfondire il confronto tra ieri e oggi e conoscere le cause della fine della Guerra Fredda dopo il crollo del muro di Berlino, abbiamo incontrato Leopoldo Nuti, professore ordinario di Storia delle Relazioni internazionali all’Università Roma Tre e grande studioso della Guerra fredda e della deterrenza atomica.

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